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. Comunicato stampa Sirchia |
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Pur comprendendo le motivazioni che hanno spinto alla frettolosa emanazione dell’ordinanza contingibile e urgente del ministro Girolamo Sirchia relativa al problema dei cani morsicatori l’Ordine dei Medici Veterinari di Milano non può esimersi dall’esprimere notevoli perplessità in merito.
È evidente per tutti coloro che si occupano professionalmente della specie canina che le norme relative alla gestione di tali animali non possono essere casuali e dettate dalla necessità di impressionare la pubblica opinione mediante l’emanazione di leggi scenografiche, ma il cui rispetto appare decisamente poco probabile, per cui ci permettiamo di esprimere le seguenti considerazioni che scaturiscono dall’analisi dell’ordinanza:
1. Ancora una volta risultano gravemente limitati i cittadini già rispettosi delle norme vigenti, mentre sembrano praticamente nulle le probabilità che le categorie di persone cui viene negato il possesso delle razze canine specificate nell’ordinanza osservino le strette regole proposte, come già ampiamente dimostrato in precedenza. Il dubbio che simili individui che non rispettano imposizioni di alcun tipo siano addirittura ulteriormente motivati al possesso di cani simili è lecito.
2. Non ci è chiaro ancora per quale motivo siano mancate per decenni le sanzioni relative alle infrazioni delle già vigenti regole, che avrebbero potuto evitare, se osservate, alcuni degli episodi di aggressione verificatisi. Tale totale precedente mancanza di sanzioni a fronte delle innumerevoli violazioni quotidianamente evidenti non lascia presagire un miglioramento a questo proposito in relazione a regole più rigide.
3. Anche non volendo entrare nel merito con un’analisi critica della cernita delle razze canine la cui esistenza sia da limitare quasi totalmente ci si domanda a questo punto paradossalmente se non sarebbe stata scelta più coraggiosa e impopolare, ma almeno più equa, limitare ugualmente tutte le razze, tanto sembra comunque casuale la selezione delle prescelte per la “detenzione agli arresti domiciliari”.
La normativa proposta ci appare in sostanza praticamente avulsa dalla reale situazione e riesce oltretutto difficile presumere che derivi dalla consultazione con le categorie professionali specifiche e nemmeno dall’analisi e dall’adattamento alla situazione nazionale delle leggi internazionali già esistenti, fatto che avrebbe potuto portare a stilare un’ordinanza più accettabile e utile dal punto di vista della prevenzione delle morsicature da cane.
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