. Passaporti falsi

Riceviamo nuovamente presso gli uffici dell’Ordine dei Medici Veterinari di Milano numerose segnalazioni di problemi correlati all’acquisto di cani oltre che di decesso o gravi patologie dei cuccioli appena comprati.
Alleghiamo alla presente il decalogo relativo all’acquisto dei cani già da noi diffuso tempo fa.
Ai gravi problemi già presenti per l’insufficiente tutela sia dell’acquirente sia degli animali stessi si è recentemente associato quello dei passaporti falsi e della documentazione sanitaria falsa, soprattutto riferito ai cani, dato che tuttora moltissimi dei soggetti in commercio in Italia provengono dall’estero, per la maggior parte dei casi dai paesi dell’Est europeo.
Le attuali norme sanitarie vigenti stabiliscono che non si possano importare dall’estero cani di età inferiore ai tre mesi se non accompagnati dalla madre, fatto che non si verifica praticamente mai.
La certificazione dell’età dei cani e del loro stato sanitario e vaccinale risultante dai passaporti europei allegati è spesso decisamente poco precisa o probabilmente non riferita all’animale con cui viaggia.
È comune il riscontro di incongruenze sospette tra quanto si osserva nel corso delle visite cliniche e i dati riportati sui documenti:
• vaccinazioni per cimurro e altre malattie infettive eseguite prima della nascita del cane
• vaccinazioni effettuate addirittura dopo la vendita se i documenti sono consegnati al proprietario dopo un certo tempo
• vaccinazioni antirabbiche eseguite ad età assolutamente inferiori a quella prescritta dalla legge e pertanto non valide per l’espatrio né per la convalida del passaporto
• microchip italiani trascritti su passaporti di paesi stranieri, fatto chiaramente improbabile dato che il passaporto è rilasciato solo dopo l’identificazione
• microchip italiani non registrati in anagrafe
• assenza di microchip in cani che invece recano sui documenti il numero e la fustella (impiego delle diverse fustelle allegate ad un singolo microchip per diversi cani)
• cucciolate registrate in data posteriore alla nascita per “svista” dell’allevatore, probabilmente provenienti dall’estero ma risultanti come italiane

Le leggi relative all’importazione degli animali di affezione sono purtroppo ancora molto carenti dal punto di vista applicativo, soprattutto anche per la mancanza di sanzioni adeguate per la loro inosservanza, che appaiono irrisorie di fronte al guadagno economico che deriva dal traffico illecito e scorretto di animali.
Non sono facilitati nemmeno i controlli veterinari né alle frontiere né dopo l’introduzione degli animali in territorio italiano, sia per carenza di personale addetto sia per difficoltà pratiche di intervento.  
Purtroppo è anche scarsa a livello istituzionale la ricerca di collaborazione con i medici veterinari che sono la categoria professionale che entra in contatto diretto con le problematiche del settore.
Esempio recente è quello di Milano dove nella stesura del Regolamento relativo agli animali in città non solo non è stato sentito l’Ordine dei Medici Veterinari, ma tuttora non riusciamo a farci inviare il testo definitivo del Regolamento nonostante le nostre numerose richieste.  

DOTT.SSA CARLA BERNASCONI
PRESIDENTE ORDINE DEL MEDICI VETERINARI DI MILANO E PROVINCIA

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Comunicati stampa 2010

 

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Cani pericolosi, la legge aiuta?

 

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Gatti e aviaria 01 marzo 06

 

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