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. Cartelle cliniche e professione Veterinaria |
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Accade sempre più di
frequente, che i proprietari
degli animali
da compagnia, richiedano al
veterinario curante l’esibizione
di cartelle cliniche attestanti le
prestazioni effettuate sull’animale.
Assai spesso, inoltre, tale
richiesta fa da corollario alla domanda
di risarcimento danni
per colpa professionale del veterinario
che ha avuto in cura
l’animale.
Ritengo, pertanto, rilevante affrontare
l’argomento per fornire spunti
ad una discussione, definendo,
innanzitutto, che cosa si debba
intendere per “cartella clinica”.
Una definizione di detta locuzione
si rinviene anche nel D.P.C.M. 27
giugno 1986 “Atto di indirizzo e
coordinamento dell’attività amministrativa
delle regioni in materia
di requisiti delle case di cura private”
che ex art. 35 sub “cartelle
cliniche” così dispone: “In ogni
casa di cura privata è prescritta,
per ogni ricoverato la cartella
clinica da cui risultino le generalità,
la anamnesi familiare e
personale, l’esame obbiettivo,
gli esami di laboratorio e specialistici,
la diagnosi, la terapia,
gli esiti e i postumi. Le cartelle
cliniche, firmate dal medico curante
e sottoscritte dal medico
responsabile (omissis) dovranno
portare un numero progressivo
ed essere conservate a cura
della direzione sanitaria”
(omissis).
Come tutti sanno ogni paziente ha
diritto di entrare in possesso di
una copia della propria cartella
clinica, e ciò sia se viene ricoverato
in una clinica privata, sia se
viene ricoverato in un ospedale
pubblico.
.... continua
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Cartelle cliniche e professione Veterinaria Estratto da Professione Veterinaria sezione legale. | |  | | |
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